lunedì 17 agosto 2009


" E vidi il sole che di fiamme accarezzò il lastricato sottile, e vidi la spiaggia che innanzi sopita ancor di gelo piano russava : Brillante l'onda come di bimbi le gioie sincere si protrasse accasciandosi sulla sabbia scura, che piano sussurrava "torna primavera".”

Brucio, mi consumo, grido in preda al terrore, le mie bianche ali piumate vennero divorate da una fiamma che fu avida e non volle risparmiarne nemmeno una piuma.

“Bruciarono allora le mie ali bianche e piumate, ma nessuno sentì le mie grida, si consumò la mia pelle fra le argentee catene, piansi disperato, ma le mie lacrime divennero lava sulle mie guance, nemmeno sul pianto potevo più appoggiarmi: io che feci l’errore d’innamorarmi d’un essere umano così venni punito: l’amore d’un angelo mi fece schiavo della dannazione. Perché il mio amore che tanto puro sentivo mi è stato scagliato contro come un peccato? Troppo ingenuo il mio cuore, subisco la punizione divina e in silenzio affogo nella mia pena. Non verrà nessuno a salvarmi. Ho smesso secoli fa di supplicare pietà e salvezza.”

Oh luna,cullami ...
che la brezza m'incanta, e, sogno rapito;
sei la falce sul morbido e scuro mantello
che il cielo m'offre : tenera coperta, nascondimi.
Perchè voglio fuggire dall'umano ipocrita,
che insulta e che giudica,
non avrà mai pace l'anima sua ...
ma or'che tuo sono, in questa notte
ove il profumo dei ricordi è forte
e il mio cuore fragile dorme fra le tue stelle
fammi sparire cosicchè nessun essere umano
ancora il fragile spirito possa ferire!
Sono parte di te, proteggimi ancora
non lasciarmi morire...
canta, che ancora stò sognando
canta, che ancora stò piangendo.